Il decreto dignità genera reazioni e polemiche nel gambling italiano

il decreto dignità blocca la pubblicita di casinò e bookmakers

PER MOLTI PROTAGONISTI DELLO SPORT ITALIANO E OPERATORI DEL GAMBLING, IL DECRETO DIGNITA’ COMPORTERA’ CONSEGUENZE NEGATIVE PER LO SPORT, PER LE AGENZIE, PER LE CASSE DELLO STATO E ANCHE PER CHI E' SOLITO SCOMMETTERE.

Mentre prosegue l’esame degli emendamenti proposti al Decreto Dignità, firmato di recente dal Ministro del lavoro Luigi Di Maio, fioccano le preoccupazioni e le reazioni di personaggi e società attinenti al mondo del gioco d’azzardo. Nei prossimi giorni la discussione verrà sviluppata nelle Camere e dunque, il tema relativo al divieto di pubblicità dei casinò online è destinato a tenere banco.


Nonostante il dibattito fra le parti politiche sia ancora in corso per quanto concerne le modifiche da apportare, il settore del gioco d’azzardo versa già nel caos. In particolare, si registrano dure reazioni che vanno dal mondo dello sport, fino ad arrivare a coinvolgere la Commissione Europea.

IL MALCONTENTO DELLO SPORT ITALIANO

I protagonisti principali dello sport italiano, dal calcio alla pallavolo fino ad arrivare al basket (sia maschile che femminile) hanno dichiarato quanto, a parere loro, il divieto totale imposto alla pubblicità di bookmakers e casinò online produrrà conseguenze negative sul movimento sportivo del nostro Paese. Questo come conseguenza della probabile limitazione delle risorse finanziarie che si verificherà a seguito dell’approvazione definitiva del decreto: si pensi, ad esempio, all’impossibilità di sponsorizzare le agenzie di scommesse. Per questo le società hanno chiesto al Parlamento di trovare soluzioni capaci di assorbire tali effetti.

Alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle hanno però ricordato che il presidente dell’Associazione calciatori italiani, così come altri 2 milioni e mezzo di tesserati sportivi, sono a sostegno del divieto. Inoltre, è stato sottolineato che, secondo alcuni dati raccolti dalla Caritas, l’80% dei minorenni che si interfacciano con il gioco d’azzardo lo fanno in virtù degli spot trasmessi in televisione e quasi il 70% a causa delle pubblicità online. Tuttavia, esistono portali che smentiscono tali numeri, definendoli gonfiati a dismisura come nel più classico dei bluff.

PER LEOVEGAS IL DECRETO E' INCOSTITUZIONALE: RECLAMO ALLA COMMISSIONE EUROPEA

Fra le tante società di gambling che si stanno opponendo in modo deciso agli effetti del Decreto dignità, spicca la svedese LeoVegas, sostenendo che il divieto imposto non rappresenti affatto una soluzione alla ludopatia. Anzi, l’operatore ritiene che il provvedimento può essere considerato incostituzionale, visto che non permette ai casinò online di commercializzare i servizi e i prodotti offerti ai clienti.

Inoltre, il direttore di LeoVegas ritiene che questa scelta comporterà numerosi effetti negativi, su tutti il passaggio di tanti giocatori al mondo dell’illegalità, visto che gli operatori legali, autorizzati dall’AAMS, faranno fatica ad arrivare agli utenti. Per questo negli scorsi giorni la società ha presentato un perentorio reclamo presso la Commissione Europea.

Tale decisione è stata presa perché Lindahl (direttore di LeoVegas), così come quelli di altre società che operano nel settore dei casinò online, ritengono che Di Maio non abbia voluto avere un confronto democratico sul tema. Queste le parole di Lindahl al riguardo: “la scelta di non avviare un tavolo con gli operatori porterà un danno a tutta l’industria del gioco, per questo è scattata la denuncia in sede europea”.

ALTRE PROBLEMATICHE GENERATE DAL DIVIETO DI PUBBLICITA' DEL GIOCO D'AZZARDO

Anche alcuni esponenti politici si sono dichiarati contrari agli effetti del decreto. In particolare l’onorevole Paola Binetti, senatrice dell’Udc, ha riportato le considerazioni della commissione bilancio sulle conseguenze dell’applicazione del divieto, considerate peggiori del “male” che si sta tentando di combattere. Stando a quanto detto dalla parlamentare, mancherebbero delle sanzioni pensate per colpire chi viola il divieto e questo farebbe gli interessi dei bookmaker.

Un altro problema di cui il Governo dovrebbe tenere conto riguarda il prelievo tributario sul gambling, giunto ultimamente a sfiorare i 10 miliardi annui, sfruttando in particolare le slot, le VLC e le altre proposte di gioco dei casinò online. Un gettito che diminuirà drasticamente dopo l’approvazione di questo decreto e che andrà compensato in un altro modo.

Insomma, l’argomento continua ad essere caldo e di certo nei prossimi giorni gli sviluppi e le polemiche non mancheranno.