Andare All-in con stack basso può capovolgere l'esito di un torneo

andare all-in

Una mossa azzardata è meglio di una mossa disperata. Meglio rischiare con un All-in ragionato, che farsi “mangiare dai bui”.

• Tipo di tavolo: Torneo
• Variante: Texas Hold'em
• Strategia: andare all-in con stack basso da posizione favorevole
• Con quali mani: A-qualsiasi, Coppie, Suited Connnectors
• Quando: nelle fasi finali, con bui alti
• Con quale stack: più basso della media del tavolo

Quando lo stack è molto ridotto e i bui sono alti, capire qual è il momento giusto per andare all-in può risollevare le sorti del torneo.

Quando ci avviciniamo alle fasi finali di un torneo i bui sono molto alti e non è difficile, in attesa di una mano eccellente, vedere il proprio stack ridursi sempre di più a causa delle puntate obbligatorie che inevitabilmente finiscono nel piatto.
Proprio per evitare di finire in questa situazione piuttosto frustrante, quando lo stack inizia a ridursi in modo significativo, una buona strategia è quella di fare qualche all-in ragionato, soprattutto se durante il resto del torneo abbiamo condotto un gioco abbastanza conservativo.

Un buona regola generale per rendersi conto di quando le risorse monetarie iniziano a scarseggiare è quello di dividere il valore del proprio stack per il valore del controbuio, o in altre parole, calcolare quante volte le chips a disposizione possono coprire il controbuio. Quando il risultato è minore di 10, è il momento di prendersi qualche rischio in più.
È comunque buona norma tenere sotto controllo anche gli stack degli avversari, perchè la stessa tattica può essere adottata quando si ha un numero di fiches molto minore rispetto agli altri giocatori.

Capire qual è il momento giusto per andare All-in:

La situazione ideale è quella in cui si è i primi a prendere una decisione importante, cosa che capita quando si è i primi a parlare o quando i giocatori che precedono non hanno puntato o rilanciato. In questo modo non si è costretti ad adattarsi alle giocate degli avversari.

In ogni caso bisogna assolutamente evitare di andare all-in, a meno di avere una mano veramente eccezionale, quando gli avversari che precedono sono andati a loro volta all-in o hanno puntato una cifra che ci costringerebbe a scommettere l'intero stack.

La posizione al tavolo, elemento da tenere in forte considerazione:

Più ci spostiamo verso le posizioni finali (e soprattutto quella del mazziere) e meglio è. Il motivo è semplice: maggiore è il numero di giocatori che lasciano il tavolo prima del nostro turno, minori sono le mani contro cui dobbiamo confrontarci.

In definitiva, quando la posizione è favorevole e non c'è stata molta azione al tavolo prima del nostro turno, è una buona tattica andare all-in con qualsiasi coppia, con qualsiasi suited connector (carte in successione dello stesso seme) e con qualsiasi mano che comprende un Asso.

Poichè uno degli scopi principali di questa strategia è quello di rubare i bui, è buona norma trarre delle considerazioni sullo stack dei giocatori che hanno puntato i blind. Quando tutti gli altri giocatori hanno lasciato il tavolo è possibile andare all-in praticamente con qualsiasi mano, se il numero di chips dei giocatori in posizione di small e big blind non raggiunge il doppio di quanto abbiamo a disposizione.

In questo caso infatti è molto improbabile che tali giocatori vengano a vedere il nostro all-in, rischiando di perdere più di metà del loro stack, a meno che non abbiano in mano carte molto buone. E anche se decidessero di chiamare l'all-in, non tutto sarebbe perduto: il flop, il turn e il river potrebbero comunque essere a vostro vantaggio.

Per quanto riguarda il poker online, una mossa del genere, nelle fasi finali del torneo, può garantire non solo la sopravvivenza di un giocatore, ma anche guadagnare posizioni e, di conseguenza, vincere premi in denaro maggiori.
Un'ultima nota: questa è una buona strategia, ma non bisogna abusarne.

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